TIZIANO TERZANI e noi giovani
di Francesca Caponetto 
 
 

L'interesse verso Tiziano Terzani è sempre più in crescita. Numerosi gruppi di persone si riuniscono per tenere dibattiti, proiettare interviste, leggere stralci di libri del famoso giornalista. Non è però il numero delle persone che partecipa a questi incontri a stupire, ma la varietà di età che vi si trova: giovani, anziani, coppie sposate, qualche bambino. Persone che sentono forte l’esigenza di capire, oppure che conoscono a mala pena il giornalista e magari si limitano ad accompagnare qualcun'altro. Chi legge testi come “Un indovino mi disse”, “Lettere contro la guerra”, “Un altro giro di giostra”, viene catapultato in luoghi che l’odierno accorciamento delle distanze geografiche ci fa percepire come vicini, ma che in realtà sono lontani anni luce dal nostro modo di pensare. L’India, la Cina, il Laos, la Birmania, il Vietnam: paesi con tradizioni antichissime, che adesso sono soffocati dal progresso e dall’emulazione cieca del modello consumista occidentale. Per lo più Tiziano ha imparato ad apprezzare la “magia” dell’Oriente che con le sue mille formule e anatemi, i suoi indovini, i suoi amuleti, cela in sé una saggezza che per l’Occidente, figlio del razionalismo filosofico e dell’esasperazione dell’io, è ormai superata. “L’uomo occidentale -avverte Terzani - ha perso di vista l'Unità che c’è tra gli opposti”, concetto riassunto molto bene dal simbolo taoista dello Yin e dello Yang, dove “bianco e nero si abbracciano e nel bianco c’è un puntino di nero e nel nero un puntino di bianco”. Così anche il Male e il Bene sono due facce di qualcosa di unico che è la Vita, poichè, non c’è bianco senza nero,non acqua senza fuoco,gioia senza dolore. Anche la Natura è spesso da noi dimenticata: anzi,violentata, usata e deturpata. Cos'ha dunque lasciato a noi giovani Tiziano Terzani,quando nel Luglio del 2004 si è spento per un cancro incurabile? Ci ha lasciato la forza con cui, non ha combattuto, ma ha accettato la sua malattia come parte di sé e della sua vita (poiché non esiste Bene senza Male). Ci ha lasciato un prezioso esempio di ciò che significa vivere un’esistenza lontana dai compromessi, con uno spirito di apertura verso le sue sorprese. Proprio per questo, nel 1993 decide di prendere sul serio una profezia che un indovino cinese gli aveva rivelato sedici anni prima e per il corso di tutto l’anno non viaggia in aereo. Secondo il saggio orientale, infatti, se non avesse fatto in tal modo, avrebbe rischiato la vita: da qui nasce un’esperienza per lui senza precedenti, che lo costringerà a spostarsi per scrivere i propri articoli senza però potersi avvalere di un mezzo veloce. Proprio allora riscoprirà il gusto di viaggiare, conoscere, incontrare la gente sui treni, nei villaggi, là dove vive. Recentemente ho partecipato ad un incontro organizzato dagli “Amici di Beppe Grillo di Faenza”, in provincia di Ravenna, dove erano stati invitati a parlare Mario Zanot, regista dell’ultima intervista di Terzani e Àlen, uno dei giovani fondatori del sito e del "fun" club dedicato a Terzani. Ho avuto modo, così, di confrontarmi con loro e con alcuni giovani lì presenti. Tiziano è per loro come un Padre o un amico che, seduto vicino al focolare, racconta la sua esperienza, attraverso i suoi viaggi, sulle tracce del significato più grande, dell’Infinito: ciò che rende l’uomo sacro ma,non per questo, superiore agli altri esseri della terra. Un vecchio saggio che con semplicità dimostra il suo rispetto per le forme di vita che lo circondano fino ad arrivare a non mangiare animali e a mettere un paio di occhi indiani sull’albero vicino a casa sua, per mostrare al nipotino che "anche quell'albero è sacro e ha il suo senso di stare lì. Per questo non lo si può tagliare come se niente fosse e, se un giorno esistesse un motivo per abbatterlo, almeno gli si dovrebbe domandare scusa". Un esempio da seguire, a partire dal quale ognuno di noi può trovare la sua particolare strada. (Francesca Caponetto, Bologna 13 Febbraio 2006)