DALL'EUROSTAR FIRENZE-MILANO,
31 LUGLIO 2004

di Massimo De Martino


Vedendo il crocchio di cinesi e giapponesi seduti a ripararsi dal sole sui gradini di Palazzo Vecchio, ho pensato che Tiziano, da lassù, si stesse facendo una bella, tonante risata di quelle che i suoi amici conoscevano bene... Ora che aveva lasciato qui il suo corpo, dopo trent'anni di ricerca dell'Asia, l'Asia era arrivata da lui, a pochi passi dalla sua casa di Bellosguardo a visitare quella Firenze "bottegaia" che lui portava sempre nel cuore e della quale non accettava gli aspetti "globalizzanti" che riteneva la involgarissero. C'erano tutti ieri: la famiglia, gli amici, il vecchissimo insegnante di Tiziano che non è mai mancato nei suoi incontri di Firenze, l'amico-fotografo Cottinelli, conoscenti dell'Orsigna e poi politici, librai e lettori sconosciuti. Alcuni venuti da Firenze, i più lontani arrivati da Parigi, tutti venuti a ricordare una delle più grandi personalità del giornalismo italiano ed europeo. Me lo immaginavo ancora Tiziano, nella sala del cinquecento, fare le boccacce durante gli interventi istituzionali ed ascoltare invece commosso Folco che lo rappresentava leggendo le sue ultime parole. Tiziano era così: un toscanaccio burlone che si faceva beffa del potere costituito, a Firenze come in Cina, quando seminava gli "accompagnatori" che il partito gli metteva alle calcagna. Era una bella persona, con moltissimo da raccontare e con una fiamma di curiosità che gli bruciava dentro e che lo ha accompagnato sino all'ultimo. Folco ci ha raccontato che nell'ultimo periodo Tiziano stava sotto un' albero, all' Orsigna, guardando i monti del suo Himalaya italiano e ripetendo quanto fosse meravigliosa la natura e quanto egli si sentisse ora parte del "tutto". Tiziano è andato via serenamente e ci ha lasciati orfani di un amico che ci ha condotto per mano per i sentieri di quell'Asia di cui ci ha raccontato miserie, tormenti e gioie. Il "giro di giostra" è finito, Tiziano è sceso dal cavallo bianco, salito oltre l'Himalaya e ci ha lasciati con una bugia: "Un altro giro di giostra" non è il suo ultimo libro. Folco ci ha parlato di un libro sul "Grande Viaggio", un libro-dialogo tra padre e figlio, fatto di parole ed immagini. La bugia di Tiziano ci farà sopportare meglio la mancanza dell'amico, del padre e del marito, del compagno di viaggio, di quell'allegro burbero che si concedeva agli incontri pubblici all'Orsigna dissertando di poesia e poi si rintanava sulle montagne per allontanarsi dai desideri. Ci mancherà la cultura, il coraggio, la correttezza del giornalista "di altri tempi", che le notizie le andava a verificare sul posto e non se ne stava rintanato dietro gli schermi di un computer a leggere le news "globalizzate". Ci mancheranno i suoi racconti di viaggio e le accanite discussioni con la "innominabile concittadina" con la quale aveva condiviso prima il mestiere di corrispondente di guerra e poi la malattia che li aveva portati su binari divergenti: verso il mistico l'uno, verso la rabbia l'altra. Ci mancherà la bella persona alla quale tutti voi, ieri virtualmente con me, avete reso omaggio ed alla quale eravate affezionati. Ci mancherai Tiziano. Le nostre lacrime si sciolgono nella tua risata. (tratto dal sito del "Fun" Club, 31 luglio 2004)