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«La vita come avventura è la lezione di Terzani»

Àlen Loreti e Vincenzo Cottinelli a VicenzaVICENZA - Alla domanda “Lei ha un sogno?” Tiziano Terzani alla fine della sua vita rispondeva sempre: «No, li ho realizzati tutti. Ho avuto una vita terribilmente felice». È in questa frase imbevuta di felicità e saggezza, che si raccoglie l’anima più profonda di uno straordinario uomo del Novecento. Viaggiatore, scrittore, giornalista, Terzani (Firenze 1938-Orsigna 2004) ha attraversato un secolo e un mondo intero, raccontandolo, fotografandolo, immortalandolo.
Ora, a dieci anni dalla morte e proprio mentre, per volontà dello scrittore, l’archivio Terzani giunge completamente alla Fondazione Cini di Venezia, un libro vuole ripercorrere la sua vita. Si intitola Tiziano Terzani. La vita come avventura, è edito da Mondadori e l’autore è Àlen Loreti, già curatore dei Meridiani dedicati a Terzani. L’autore lo presenterà domani alle 19 nello spazio dell’Oasi del Lettore, gestito dall’associazione culturale Spritz Letterario in Campo Marzo (gallery delle foto). Accanto a lui, nella conversazione condotta da Marianna Bonelli, anche il fotografo e amico di Terzani Vincenzo Cottinelli.
"La vita come avventura” Quanto nella vita di Terzani l'avventura è stata cercata e quanto trovata per caso о fortuna?
Tiziano è stato fin da piccolo un bambino che aveva voglia di fuggire, soprattutto da una madre molto apprensiva che lo teneva quasi sempre in casa. Poi senz’altro nell’arco della sua vita ha capito che la cosa più bella che gli potesse capitare era quella di viaggiare. Ha capito che il viaggio era importante soprattutto quando, a metà degli anni Sessanta, arrivò a fare il manager in Olivetti e cominciò a viaggiare. È stato lì che ha spalancato gli occhi verso il mondo, ha capito che era immenso e che era stupendo e si è detto: «devo inventarmi qualcosa per girare il mondo». E il giornalismo, secondo me, è stato il pretesto migliore per viaggiare.
Terzani era dunque prima un viaggiatore che un giornalista?
Sì. Un po’ di tempo fa la moglie Angela ha realizzato un desiderio che Terzani aveva espresso prima di morire. Ha fatto incidere a casa loro una pietra con scritto: «Tiziano Terzani, 14 settembre 1938-28 luglio 2004, viaggiatore». Vuole essere ricordato così.
Questa nuova biografia da dove è nata? Dalle carte di Tiziano о dalle testimonianze di chi l'ha conosciuto?
È nata dal bisogno della famiglia di mettere ordine. Nel 2008-2009, Angela Terzani ha iniziato a sistemare casa e si è resa conto che c’era moltissimo materiale. Questo libro - più cronologia che biografia - ha messo ordine e fatto una selezione di quello che c’era. Almeno per tenerne una traccia. Ovvio che questo è solo un primo passo, non ha la pretesa di essere la biografia definitiva su Terzani. È semplicemente un punto di partenza, una bussola per orientarsi, per tutti i nuovi studiosi e curatori che spero arriveranno.
Novità? Parti inedite? Segreti svelati anche rispetto ai "Meridiani" di due anni fa?
No, questo testo è una costola dei “Meridiani”. Raccoglie tutto quello che nei Meridiani, per questioni di spazio, era stato tagliato.
Rispetto ai "Meridiani" qui in più c'è anche un repertorio fotografico che è forse indispensabile per raccontare Terzani...
Sì, questo è stato un regalo di Angela. Un pomeriggio a Firenze ha selezionato personalmente le foto tra due-tre scatoloni di fotografie. Le fotografie accompagnano il testo e, decade dopo decade, ti danno l’idea di come è cambiato lui e di come, in giro per il mondo, si è inventato una vita.
Che cosa le ha insegnato Terzani?
Terzani insegna a me e ai giovani che ognuno si può costruire la vita come la desidera. Se vuoi una cosa, se ti piace una cosa, segui la tua strada e non avere paura di niente.

di Silvia Ferrari, Il Giornale di Vicenza, 16 luglio 2014
 
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