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Andrea Osvàrt: come mi sono preparata

Incontro Andrea alla prima del film a Milano e mi dice di ricevere regolarmente la "Govinda"... Quindi cosa meglio che leggere come è nata la sua partecipazione a "La fine è il mio inizio", nel ruolo di Saskia, e la dedica così personale che ha voluto condividere con noi?

 


 

Mi tocca molto personalmente questo film e nemmeno io capisco bene il perché. Sarà perché è cinema, perché Terzani, per Bruno e Elio, per la famiglia, per come ho incontrato Jo Baier? Tutta una serie di cose. Mi è capitato il ruolo quasi per coincidenza. Un amico produttore mi aveva invitato a Montecarlo per il festival della TV, dove mi fu presentato Jo Baier (il regista N.d.r.). Se non fossi andata lì quel giorno, tutto questo non sarebbe successo. Oggi non avrei un film al cinema, ma lo continuerei a sognare soltanto, come facevo da tempo. Mi ricordo la massima serietà professionale con cui ho affrontato la mia preparazione. Ancora non mi avevano confermato il ruolo, e io già a Los Angeles nella mia macchina ripetevo le mie lezioni di tedesco (poi nel film ho recitato in tedesco), fiduciosa che se mi avessero presa, sarei stata già pronta e preparata. Ci ho lavorato così tanto che alla fine, con per l'impegno che ci avevo messo, l'universo ha dovuto per forza dare a me il ruolo! 

Poi ho fatto un corso di 5 giorni di full immersion nel ruolo di Saskia, che sta perdendo il padre: è stato un processo dolorosissimo di metodo. La mia insegnante, molto severa, non ha permesso che io fingessi la perdita della persona più importante della mia vita, quindi sono dovuta andare in profondità e entrare nel vero dolore. Mi ricordo ancora i singhiozzi, i crampi di dolore e gli abbracci delle mie colleghe al corso. Forse ora mi chiederanno: tutto questo per quel piccolo ruolo? Si. Per il rispetto del lavoro che faccio.

Vorrei cogliere l'occasione di dedicare questo mio lavoro alla persona che nella vita ho dovuto perdere recentemente. E' la stessa persona che mi ha portato a Montecarlo quel giorno e a cui devo tutto questo. Non avrei mai pensato che il tema di questo film diventasse attuale proprio per lui e proprio adesso, così all'improvviso. Cerco di imparare da Terzani di sorridere alla morte, ma non è facile. Dedico il mio lavoro al mio amico Carlo Andrea Bixio.

Andrea Osvàrt

 
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